meccanismoAnne Wilkening, Frank Strobel e Martin Koerberg, artisti incaricati dalla Murnau Stiftung di Wiesbaden per l’esame e il restauro del film sulla base del rinvenimento presso il Museo del Cinema a Buenos Aires nel 2008 di un controtipo in 16 millimetri che ha reso possibile il reintegro nel film di 25 minuti di pellicola ritenuti perduti, hanno evidenziato la fondamentale importanza della scrittura originale della colonna sonora composta da Gottfried Huppertz quale parte integrante della sua concezione visiva e architettonica. Occorre non dimenticare che nelle riduzioni della pellicola seguite alla prima assoluta del 1927 anche la musica aveva subito dei tagli e delle forzature per i relativi aggiustamenti alle differenti durate dei corrispettivi montaggi. Gottfried Huppertz, autore della colonna sonora del precedente film di Lang I Nibelunghi (1924), scrive la partitura per Metropolis prima dell'inizio delle riprese e durante la lavorazione del film si muove a diretto contatto con il regista assicurando una sua costante presenza sul set, dove egli segue assiduamente le riprese e ha la possibilità di esercitare una forte influenza sugli attori facendo loro ascoltare i temi da lui composti.

visiEgli studia le matrici della pellicola, conosce perfettamente le scene e la loro durata e lo sviluppo musicale della partitura procede anche in perfetta intesa artistica con Thea von Harbou, autrice della sceneggiatura. La scrittura di Huppertz con la sua coinvolgente forza narrativa conferisce al film una incisiva fluidità e contribuisce ad esaltarne la forza espressiva e cosmica delle immagini che assumono nel loro scorrere tutta la loro grandiosa dimensione e prospettiva. Il materiale musicale su cui si è lavorato è costituito da una particella (un estratto del testo originale della partitura) e due ulteriori strumentazioni, per orchestra da cabaret e per orchestra sinfonica. La partitura avvalora in modo sorprendente la rispondenza della copia conservata in Argentina con l'originale del film che al contrario viene a mancare nelle versioni realizzate per la distribuzione in paesi terzi e crea una sorta di vicendevole conferma delle strutture portanti del lavoro di Lang rivelandosi anche elemento determinante nella soluzione da conferire a molte problematiche concernenti il restauro delle sequenze filmiche.