“Il cinema, è un desiderio molto forte di coniugare l’immagine con il suono” (David Lynch)

Partiamo da un assunto forse lapalissiano, ma doveroso: la cultura è e deve essere sempre più uno strumento per rilanciare l’identità di un Paese, di una Regione, di una Città al fine di creare nuove opportunità di crescita professionale e di conoscenza del patrimonio artistico mondiale.
Le definizioni del termine “cultura” sono varie, una delle più note la definisce come “l’insieme della tradizione e del sapere scientifico, letterario e artistico di un popolo e dell’umanità intera”. Tale definizione ci allontana da concezioni più ristrette che consideravano culturale come sinonimo di erudito oppure come di un sapere riservato a pochi: si apre una concetto di cultura che mostra come l’umanità, vivendo e sviluppandosi, lasci comunque un deposito di abitudini e di saperi che ci illustrano quella determinata civiltà o quella determinata epoca.
Nell’ambito della cinematografia in generale, possiamo ben evidenziare come oggi le conoscenze ed il modo di vivere questo genere di arte, siano sì, il frutto di un’evoluzione storico-tecnico-culturale, ma al contempo evidenziamo un ritorno alle origini, attraverso una forte presa di coscienza del valore artistico che hanno avuto in passato le prime idee innovative di musica legata alle immagini.
Ecco quindi che il nostro percorso non può esimerci dall’affermare che la proiezione del Film Muto con la colonna sonora eseguita dal vivo sia senza dubbio uno spettacolo che racchiude in sé un mix di forme di arte e di cultura; andiamo quindi ad approfondire l’excursus evolutivo di questa espressione artistica ricordando come sia nata e quindi come si sia poi sviluppata ed evoluta.